Archivio delle Categorie: Storia di Coriano

Poesie e Zirudele

Da “il Ponte” datato domenica 27 maggio, raccolgo questo articolo apparentemente non attinente a Coriano.

In realtà a questa splendida manifestazione  saranno ospiti speciali i bambini della classe IV A della scuola “Favini” di Coriano, come già i loro predecessori (l’anno scorso la V C) declameranno una loro composizione in stretto dialetto Corianese dal titolo:

” una setmena ‘ndafareda “ 

(perdonate il mio dialetto scritto)

Capitanati e guidati dalla loro maestra, pluripremiata autrice di zirundele, Anna Pozzi, saliranno quindi sul palco sabato sera in quel di S. Andrea in Casale al fianco di artisti dialettali di tutto rispetto.

Un attività questa, che da una possibilità ulteriore al dialetto di sopravvivere ed essere apprezzato anche da chi, purtroppo, non lo mastica bene.

Amo fortemente i dialetti e anche se non ne ho uno tutto mio, sentire recitare mia figlia, con padronanza, in dialetto la poesia, ha suscitato in me commozione. Ringrazio la maestra Pozzi per questa esperienza e mi auguro che possa essere di ispirazione per altre  iniziative così interessanti.

Quindi se avete sabato sera libero vi consiglio: centro culturale di S.Andrea in Casale.

Non mancheranno le occasioni per divertirsi.

Intitolazione delle sale di CORTE

La Giunta Comunale recentemente, con propria delibera, in accordo con il Consiglio di Amministrazione della Fondazione CORTE, ha provveduto ad intitolare le numerose sale di CORTE-Coriano Teatro. Era questa una necessità anche operativa, in occasione di manifestazioni ed eventi. La Giunta Comunale, su proposta del Sindaco Matricardi, ha accolto l’idea di dedicare le sale di CORTE alle numerose ed importanti donne presenti nella storia della famiglia Malatesta, in linea con l’operazione di rivalutazione dei legami di Coriano con questa importante casata. Del resto l’operazione di recupero del Castello malatestiano, dell’allestimento dell’Antiquarium con i materiali delle due campagne di scavo, i numerosi volumi editi sulla storia malatestiana a Coriano, la stessa intitolazione del Teatro per richiamare questo nostro passato (“CORTE”): tutti passi verso la stessa direzione. Ora con la intitolazione delle sale alle donne dei Malatesta si chiude il cerchio volto alla valorizzazione dei nostri legami malatestiani.
La delibera dice che le sale saranno così intitolate:
Sala Centrale                                                         Sala Francesca da Rimini
Sala riunioni (ingresso in Piazzeta Salvoni)   Sala Isotta
Sala ad uso multiplo (accesso sul porticato)  Sala Violante
Saletta riunioni (tavolo ovale)                           Sala Elisabetta
Sala mostre lato monte (al primo piano)        Sala Rengarda
Sala grande (al primo piano)                             Sala Concordia
Sala lato mare (al primo piano)                        Sala Parisina

Un po’ di storia: Coriano dalla metà del 1300 (contratto del 1356 tra Malatesta di Pandolfo Malatesti e la Chiesa ravennate) al 1503 (quando Rimini e i territori circostanti passarono sotto il controllo dei Veneziani) fece parte delle proprietà della famiglia Malatesta. Fu Roberto, figlio di Sigismondo, che dal 1473 al 1479, ristrutturò completamente il castello corianese. Nel corso dei secoli i Malatesta usarono i matrimoni per rafforzare il proprio potere. Numerose sono le donne della famiglia che contribuirono, in diverso modo, alla “fama” della stessa. La storia delle principali donne malatestiane non può che iniziare con la prima moglie di Malatesta il “Centenario” (1212-1312), Concordia, figlia di un funzionario dell’impero di Federico II di Svevia. E’ lei la madre di Gianciotto e Paolo il Bello. Ma Malatesta da Verucchio sposa in seconde nozze anche la nipote del potente cardinale Simone Paltronieri, Margherita, da cui avrà Pandolfo, Simona e Maddalena. I grandi stravolgimenti malatestiani iniziano con Francesca, Costanza, Parisina e le altre donne che infrangono le regole e i relativi codici etici del tempo pagando ineluttabilmente alti prezzi, ma suscitando l’interesse di sommi poeti come Dante, Byron, D’Annunzio. La Francesca del V canto dell’Inferno è una Malatesta: moglie di Gianciotto, figlio del “Centenario”. Non ci sono elementi certi che documentino la celebre storia narrata da Dante, che la vede protagonista adultera con il cognato Paolo il Bello, con cui condividerà una tragica fine dopo essersi lasciata sedurre dai modelli di passione proposti dalla poesia e dalla letteratura francese, tanto diversi dagli schemi di matrimonio, inteso come strumento politico, in cui lei stessa era inserita. Del Trecento sono le donne che si fanno mecenati, sostenendo gli artisti riminesi del tempo: spicca tra queste Rengarda che fa di Faenza un centro focale della pittura riminese. Altra donna malatestiana che ispira la penna di un celebre poeta è Parisina, amante del bel figlio legittimato di Niccolò III d’Este, suo marito, e con il quale viene decapitata, una volta scoperta la relazione. La vicenda di Parisina è stata rievocata in un poema di George Byron. Nel XV secolo si impongono all’interno della famiglia due importanti concubine: Isotta degli Atti, dapprima concubina, ma in un secondo momento moglie di Sigismondo Pandolfo, ed Elisabetta Aldobrandini, concubina di Roberto il Magnifico. Isotta è ragazza di umili origini, ma ancora dodicenne fa innamorare di lei Sigismondo Pandolfo che le regala presto una cappella e un sepolcro monumentale nel Tempio Malatestiano di Rimini, mentre è ancora in vita la sua precedente moglie, Polissena, figlia di Francesco Sforza. Sigismondo ha già sposato in prime nozze Ginevra d’Este, figlia di Niccolò III d’Este nel 1434, probabilmente la donna splendidamente immortalata nel ritratto di Pisanello conservato al Louvre. Il signore di Rimini nel 1456 sposa come terza moglie Isotta, rinunciando ad un matrimonio di stato, da sempre elemento strategico della politica malatestiana. Il potere dei Malatesta si spegne ad inizio ‘500: l’ultima grande dama di corte è Violante Bentivoglio. E’ lei, moglie di Pandolfo Malatesta, che paga il disfacimento della famiglia riminese e degli Sforza, finendo in povertà. E’ a queste grandi figure femminili della Famiglia Malatesta che l’Amministrazione Comunale ha intitolato le sale di CORTE – Coriano Teatro.

Sta per crollare la mura del Campo Vecchio!!!!

Aggiornamento del 10 Gennaio 2010: il problema è su tutti i giornali

 

La Voce di Rimini del 10 Gennaio 2010

 

 

Corriere di Rimini del 10 Gennaio 2010

 

 

Il Resto del Carlino del 10 Gennaio 2010

 

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Nuovo Aggiornamento del 09 Gennaio 2010: la Storia del Campo Vecchio

E’ online un nuovo capitolo della storia di Coriano, ovvero…la storia del Campo Vecchio con le foto del primo incontro ufficiale!!! Lo potete trovare cliccando su questo link (http://coriano.wordpress.com/la-nostra-storia/il-campo-sportivo-vecchio/)

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Aggiornamento del 09 Gennaio 2010: interviene il Comitato Cittadino “Coriano Capoluogo”

Il Comitato Cittadino Coriano Capoluogo ribadisce il suo NO, ripetuto, motivato e documentato già nel 2007 da una petizione popolare, alla volontà espressa dall’Amministrazione Comunale di cementificare l’area pubblica del Vecchio Campo Sportivo di Coriano.

A Coriano in questi giorni non si parla d’altro: la mura di sostegno del Vecchio Campo Sportivo, costruito nel lontano 1939, sta cedendo giorno dopo giorno, in seguito allo stato di abbandono in cui è stata lasciata negli ultimi anni. La pioggia, la neve, le gelate e forse anche l’intervento improprio come l’aratura del terreno, non hanno fatto altro che accelerare una situazione di degrado creando nel contempo uno stato di pericolo e disagio alla viabilità e alle attività commerciali della zona.

Ma a creare sconcerto, stupore e indignazione sono state le dichiarazioni  apparse sulla stampa locale dove il Sindaco Luigina Matricardi afferma che “il progetto di riqualificazione dell’area è ad uno stadio avanzato e che i permessi di costruzione sono pronti per essere ritirati”. Evidentemente, esiste la volontà da parte dell’Amministrazione di “approfittare” di questa situazione di emergenza per rilanciare il progetto di cementificazione dell’ultima oasi verde ancora presente nel Centro Storico di Coriano. Nonostante le promesse elettorali, dove il Sindaco a più riprese aveva sottolineato che “nessuna decisione sarebbe mai stata presa senza aver prima pubblicamente consultato i cittadini”, ci apprestiamo ad assistere all’ennesimo comportamento irrispettoso e arrogante di gestire la “cosa pubblica”. Inoltre, il Comitato Cittadino si chiede come sia possibile l’affidamento e la realizzazione di un’opera pubblica, secondo le modalità che emergono dalle dichiarazioni del Sindaco alla stampa.

La posizione del Comitato resta quella di una riqualificazione con mantenimento della destinazione esclusivamente pubblica dell’area del Campo Sportivo Vecchio.

Aggiornamento del 08 Gennaio 2010: sul Resto del Carlino interviene la Matricardi

Aggiornamento del 07/01/10 Il Gruppo PDL – Lega – UDC presenta una interrogazione

Ogg : Interrogazione Cedimento mura vecchio campo sportivo

AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI CORIANO
Egregio Sig. Sindaco

la presente interrogazione, con richiesta di risposta scritta, il nostro gruppo Le presenta al fine di conoscere e far conoscere alla cittadinanza Corianese,
1° a tempi brevi: quale tipo di provvedimento di emergenza oltre alla transennatura già effettuata, l’Amministrazione intenda adottare per la messa in sicurezza e per la normale circolazione, dopo l’evidente rischio di crollo  della mura di sostegno al vecchio campo sportivo e precisamente all’angolo della via Giovagnoli con via P. Neruda.
2° a medio tempo: se sarà eventualmente previsto il ripristino o la ricostruzione della stessa oppure la demolizione con altra soluzione.
3° a fronte della petizione effettuata e a Lei fatta pervenire già a suo tempo, dopo le numerose richieste e alla luce dell’interesse dimostrato nelle numerose assemblee promosse anche dal Comitato Cittadino, nelle quali si palesava una volontà contraria e contrastante con le intenzioni presentate della Sua Amministrazione; oggi quali eventuali decisioni o progetti abbiate intrapresi o maturato quale soluzione definitiva per la trasformazione urbanistica dell’area stessa.
In attesa di una sua celere risposta porgiamo distinti saluti
Aldo Sampaolo

 

Credo che queste immagini non hanno bisogno di tanti commenti. Come potete notare la mura del Campo Vecchio sta per cedere, alcuni mattoncini sono già per terra e ogni tanto ne casca uno. Vi consiglio di non passare in quella zona perchè, la mura è al limite e se per disgrazia dovesse cedere, la mura invaderebbe tutta la strada con il rischio di investire le persone che passano da quelle parti.

A parte la pericolosità, sono convinto che l’Amministrazione sarà contenta…ora ha la scusa per accelerare la vendita del Campo Vecchio ai soliti palazzinari.

P.s. nel corso di mercoledì posterò altre foto.

La nostra Storia

orfanelli3Da oggi iniziamo con una nuova rubrica che troverete in maniera fissa sulla home page e si chiamerà La nostra Storia. Con la collaborazione del Comitato Cittadino di Coriano Capoluogo, pubblicheremo Foto e Notizie Storiche del nostro Comune. Naturalmente, per chi volesse contribuire con qualche foto e/o notizie storiche sarà il benvuto. Partiamo con l’Ex Orfanotrofio, ridotto ad un rudere che sta per cascare a pezzi. Questo Edificio è uno dei pochi simboli storici che il nostro Comune può vantare ma, per motivi che qua non stiamo a spiegare (ma a breve ci faremo sentire!!!!) sta rischiando seriamente di crollare e ridursi in anonime macerie. Buona lettura con LA NOSTRA STORIA

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